Una recente sentenza del Tribunale di Gorizia (n. 120/2025) segna un punto di svolta nella giurisprudenza relativa al recupero crediti da truffe di trading online.
Il Caso
Un investitore italiano aveva perso oltre 11.000 euro su una piattaforma di trading non regolamentata gestita da una società estera. Dopo mesi di silenzi e rifiuti di prelievo, assistito dai nostri partner legali, ha deciso di adire le vie legali.
La Decisione del Giudice
Il Giudice ha stabilito tre principi fondamentali:
- Giurisdizione Italiana: Anche se la società ha sede all'estero, se opera attivamente in Italia rivolgendosi a consumatori italiani, il tribunale competente è quello del consumatore.
- Nullità delle Clausole Vessatorie: I "Termini e Condizioni" accettati con un semplice click non sono sufficienti a esonerare la piattaforma dalle sue responsabilità, specialmente se non tradotti o poco chiari.
- Obbligo di Restituzione: In assenza di autorizzazioni CONSOB, i contratti sono nulli e le somme versate devono essere restituite come indebito oggettivo.
"La tutela del risparmiatore prevale sulle clausole contrattuali oscure imposte da piattaforme non regolamentate."
Cosa significa per le vittime
Questa sentenza apre la strada a numerosi ricorsi. Chi ha perso denaro su piattaforme simili non deve rassegnarsi: esistono strumenti legali concreti per tentare il recupero.
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